Perché gli antibiotici non servono coi virus?

Spesso si pensa che serva l’antibiotico ogni volta che si ha tosse, mal di gola, sinusite, oppure che prendere un antibiotico possa ridurre la durata dell’influenza, ma non è così! Prendere un antibiotico per curare una malattia causata da un virus è come usare un farmaco per lo stomaco per curare un problema alla vescica: non serve a nulla ed è controproducente. Vediamo perché.

Virus: i virus non sono organismi viventi ma una forma di aggregazione molecolare. Sono incapaci di replicarsi autonomamente e sono parassiti endocellulari obbligati. Sono costituiti da materiale genetico, che può essere DNA o RNA a seconda del virus, racchiuso in un involucro composto da proteine detto capside. Molti virus presentano un ulteriore involucro, il pericapside o envelope, costituito da un doppio strato fosfolipidico, esattamente come le cellule, e in effetti è proprio dalle cellule che lo prende, quando viene liberato dopo la duplicazione. Sulla superficie esterna tutti i virus presentano delle proteine particolari che possono legarsi a recettori presenti sulla superficie delle cellule. La specificità di queste proteine di attacco per determinati recettori determina la suscettibilità di un organismo o di un organo all’attacco di quel virus (ad esempio apparato respiratorio, fegato, intestino, oppure polli ma non l’uomo).

I virus non sono quindi delle cellule e hanno bisogno di infettare una cellula per poter sopravvivere, sfruttando i suoi sistemi. Il virus si attacca alla cellula, utilizzando le proteine di attacco che interagiscono con i recettori cellulari, penetra nella cellula, libera il suo materiale genetico, si replica utilizzando gli organelli della cellula, si assemblano nuovi virus che poi vengono rilasciati dalla cellula che va incontro a rottura e morte oppure ne fuoriescono avvolti da parte della membrana cellulare.

Descrizione immagine: immagine schematica di un virus.

Batteri: i batteri, al contrario dei virus, sono cellule, anche se un po’ diverse dalle nostre. Presentano una membrana cellulare, una parete cellulare costituita da zuccheri e proteine e, in alcuni casi, anche una capsula esterna. All’interno è racchiuso il citoplasma in cui non ci sono organelli ben delimitati. Anche il DNA non è racchiuso in un nucleo ma è nel citoplasma e consiste in un cromosoma solo, circolare.

Essendo delle cellule, i batteri sono organismi viventi, unicellulari. La loro replicazione e il loro metabolismo sono autonomi, a parte pochissime eccezioni di batteri endocellulari obbligati (ovvero che hanno bisogno di stare dentro a un’altra cellula per sopravvivere).

Descrizione immagine: immagine schematica di un batterio.

Ora che abbiamo visto le differenze principali tra virus e batteri, vediamo come agiscono gli antibiotici. Al termine della lettura, sarà chiaro il motivo per cui un antibiotico non può avere un’azione su un virus.

Gli antibiotici possono agire su diverse strutture batteriche: la parete, la membrana, la sintesi di proteine, la sintesi del DNA.

Parete: vari antibiotici interferiscono con la capacità dei batteri di creare una parete adeguata alla loro vitalità. Se la parete non è Formata correttamente, il batterio è molto fragile e non riesce a sopravvivere. I vari antibiotici agiscono su punti diversi della sintesi della parete e sono i beta lattamici, vancomicina, fosfomicina, bacitracina, ed altri.

Membrana: altri antibiotici si legano alla membrana citoplasmatica e ne alterano le funzioni portando così a morte il batterio, e sono le polimixine e la daptomicina.

Sintesi proteica: tutte le cellule, quindi anche i batteri, per sopravvivere e svolgere le loro funzioni hanno bisogno di costruire proteine. Gli antibiotici possono bloccare questo processo, portando a morte il batterio, con diversi meccanismi. Le molecole che si basano su questa azione sono gli aminoglicosidi, le tetracicline, i macrolidi, le lincosamidi e altri.

Sintesi degli acidi nucleici: sia il DNA che l’RNA sono acidi nucleici. Per sintetizzare le proteine e per duplicarsi è fondamentale che il batterio possa formare le molecole di DNA e di RNA che gli servono. Gli antibiotici che bloccano l’utilizzo degli acidi nucleici sono i sulfamidici, le rifamicine, i chinoloni, il metronidazolo.

Mettendo insieme tutte queste informazioni, si può vedere come gli antibiotici hanno delle azioni varie su strutture possedute dai batteri ma non dai virus. Per questo, se l’infezione è data da un virus (ad esempio l’influenza) prendere un antibiotico non solo è inutile, ma anche dannoso perché non influirà minimamente sui meccanismi virali (quindi prendere l’antibiotico non riduce la durata dell’influenza!) ma causerà i suoi effetti collaterali e favorirà l’insorgere di resistenze batteriche, argomento di cui parlerò in un prossimo articolo.

Fonti:
De Leo, Fasano, Ginelli, Biologia e Genetica, EdiSES, 2013
Moroni, Esposito, Antinori, Malattie infettive, Edra, 2017

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